Archivio per aprile, 2009

NAO

mercoledì, aprile 29th, 2009
 
 
La Aldebaran Robotics ha fatto un ottimo lavoro di marketing per il suo carinissimo robot umanoide chiamato NAO.
 
Dapprima
ha messo a disposizione solo disegni ‘alla lontana’, poi qualche
brevissimo filmato: infine ha tirato fuori (quando tutti si aspettavano
ancora un concept) che mostra il robot perfettamente funzionante.
 
Il video ha catturato la mia attenzione.
Dal sito di NAO:
"Negli ultimi 20 anni, le nuove tecnologie hanno mutato
considerevolmente la vita di tutti i giorni. Oggi una nuova rivoluzione
è alle porte: quella del robot domestico autonomo".
 
Credo che per un servizio del genere dovremo aspettare un pochino: almeno fino al 90° numero di Wired, nel quale teorizzo la richiesta di contributi da parte delle Colf Robot, eh eh.
 
A propò: grazie mille ai Ragazzi di Wired per avere inserito questo a pagina 22!
 
Separa
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PROBO

giovedì, aprile 23rd, 2009

The terrifying Probo in pictures and video

da Engadget di Joshua Topolsky

Have you ever dreamed that you stared into the ineffable face of the
abyss… and the abyss stared back? Well dream no more, friends, and
witness the gallery of photos and video below of Probo, the Belgian, Bill Gates-backed, huggable, robotic Alf wannabe. We saw a bit of the little guy earlier today,
but now we’ve found a treasure-trove of media and wanted to share. One
thing that’s been bugging us: he’s supposed to help kids who’ve been
through traumatic experiences, and, you know… cheer people up — but
doesn’t this bot look profoundly unhappy? Take a peek and judge for
yourself.

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The terrifying Probo in pictures and video originally appeared on Engadget on Thu, 23 Apr 2009 01:22:00 EST. Please see our terms for use of feeds.

hexosheleton for sale!

giovedì, aprile 16th, 2009

Non più tardi di un anno fa, Futuroprossimo vi ha parlato della Cyberdyne e del suo progetto di costruire esoscheletri che potenziano le prestazioni umane:
Gli HAL, questo il loro nome, sono provvisti di sensori che si legano
ai nostri movimenti e li potenziano dalle 2 alle 10 volte, per una
durata (dipendente dalla batteria) fino a 2 ore e mezza.

Inizialmente previsti per il noleggio, gli HAL ora sono in vendita
per un prezzo che si aggira intorno ai 4000 euro: l’unico appunto è
sulla produzione, che per gli inizi sarà di 400 pezzi per anno, non
sarà facile averne uno a breve.

HAL
sarà disponibile inizialmente in Giappone, poi in Europa, e per la
vendità costituirà titolo di preferenza la disabilità. Una volta tanto.

Il sito Cyberdyne

iRobot says its Warrior bot is more human than ASIMO

giovedì, aprile 16th, 2009
da Engadget di Donald Melanson

Is
a humanoid robot inherently more human than your average task-specific
bot? iRobot apparently doesn’t think so, and it’s taken square aim at
one of the most popular humanoid bots around to make its point. That
argument arose in a recent interview with CNET News, where
iRobot CEO Colin Angle responded to a question about humanoid robots by
flatly asking, "why would you want to make a humanoid robot?," adding
that they might be good for movies or those looking for a robot
companion, "but other than that, most tasks are best tackled by designs
that are not constrained by trying to look like a person." He then goes
on to note that Honda’s ASIMO
"requires a team of 10 or 15 people to maintain it, it can walk about,
maybe, half a meter per second and in some situations climb stairs over
the course of a few minutes, and if it ever falls down, it’s a
paperweight." On the other hand, iRobot’s Warrior bot,
he says, "can take a 10-foot drop onto concrete, drive 20 miles an
hour, drive up stairs without stopping at full speed, carry 200 pounds
of payload and has, maybe, five motors," which means it can "go nearly
everywhere a human can." So, Angle says, "you look at these things and
say, which one of these is a robot human? The answer is, Warrior." Is
it? Or, deep down, is there a little bit of ASIMO in all of us?

HAL robotic suit

martedì, aprile 14th, 2009

Cyberdyne said to be mass producing $4,200 HAL robotic suit

da Engadget di Darren Murph

Years after the HAL (Hybrid Assistive Limb) suit first debuted, it seems that Cyberdyne’s pride and joy is about to get really real. According to a report over at HPlus Magazine, the company is linking up with Daiwa House in order to "begin mass production" of the cybernetic bodysuit.
You already know what it does — inflates the ego, boosts your strength
and scores you loads of nerd dates — but here’s the crucial part:
$4,200. Of course, there’s no hard date on when the first of the 400
annual units produced will be made available, but we’d probably get up
with someone about a pre-order if you’re serious about going bionic.

[Thanks, Phil]

iCub

giovedì, aprile 2nd, 2009

ICub – Il Baby Robot tutto Italiano.

Pubblicato da Gordon Francis Ferri alle 09:46 in Science


I passi avanti che si stanno compiendo in tutto il mondo nel campo della Robotica sono veramente stupefacenti e
in questo settore anche l’Italia è in prima fila, con il progetto I-Cub
al quale stanno lavorando da anni i tecnici dell’Istituto Italiano di
Tecnologia di Genova, i quali stanno mettendo a punto il primo robot
bambino, un robot in grado di riprodurre molte delle caratteristiche
dei movimenti di un bambino umano di due anni.

Questa
qui sotto che vi riporto è una interessante intervista al capo del
progetto, Giorgio Metta, realizzata da Disma Dylan Pestalozza per il
sito www.deagostiniedicola.It:

Il primo robot bambino è italiano

Stiamo
parlando dell’IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia, una fondazione
che al momento sta portando avanti un progetto teso alla realizzazione
di un robot con la capacità di apprendere pari a quella di un bambino
di due anni. Ne abbiamo parlato con uno dei padri di Robotcub (robot
cucciolo), Giorgio Metta ricercatore dell’Università di Genova.

Cos’è e di cosa si occupa l’Istituto Italiano di Tecnologia? è una sorta di MIT nostrano?

E’ una fondazione (http://www.iit.it/) che promuove la ricerca scientifica e il trasferimento di conoscenza verso l’industria. Ha tre filoni principali di ricerca: robotica, neuroscienza, nanotecnologia. A questi credo se ne aggiungerà un quarto detto del "drug delivery"
(somministrazione localizzata di farmaci all’interno del corpo umano).

Quali sono i suoi compiti all’interno di questo Istituto?

Domanda
un po’ complessa. Formalmente in questo momento nessuno se non quello
di supervisione e tutoraggio di un certo numero di studenti di
dottorato del corso di Tecnologie Umanoidi che e’ sponsorizzato
dall’IIT. L’istituto e’ nella sua fase di startup. Sono stati nominati
i "direttori di
ricerca". Uno di questi e’ il Prof. Giulio Sandinicon il quale condivido la gestione del progetto UE RobotCub. I piani sono quelli di utilizzare il robot in fase di realizzazione nel progetto anche all’interno dell’IIT.

In cosa consiste il vostro progetto denominato "robotcub"?

E’ un progetto EU iniziato nel 2004 che coinvolge 10 partners (http://www.robotcub.org/) coordinato dall’Università’ di Genova e nello specifico dal LIRA-Lab. Il Prof. Sandini e’ il coordinatore del progetto, io coordino la realizzazione della piattaforma umanoide (hardware & software) e
David Vernon la ricerca sulla cognizione. Il progetto ha 3 obiettivi:

realizzare una piattaforma robotica umanoide completa. 53 gradi di
libertà, visione, tatto, udito, propriocezione (la capacità di percepire il proprio corpo nello spazio), ecc.

– trasformare la piattaforma in un sistema open-source (come per Linux), sia per la parte hardware che software in modo che altri laboratori possano lavorare su un sistema condiviso.


condurre e possibilmente completare un piano di ricerca sulla
cognizione e in particolare sugli aspetti della manipolazione (sia di
oggetti, che nella generazione di gesti, imitazione, ecc.). Per fare
questo lavoriamo a stretto contatto con neuroscienziati. La
caratteristica cruciale che dovrebbe
possedere il robot alla fine del progetto e’ quella di apprendere e sviluppare le capacita citate sopra attraverso l’interazione con l’ambiente circostante e non perché programmate a priori dai progettisti.

Cosa significa "fondere robotica, nanotecnologie e neuroscienze"?

Il
robot nel breve termine sarà allo stato dell’arte ma sfrutterà
tecnologie tradizionali (es: motori elettrici, metallo per le
strutture). Nel futuro prossimo vorremmo passare a attuatori di nuova concezione (muscoli artificiali) e strutture "ossee" plastiche. Questo per migliorare le prestazioni complessive.

Fondere robotica, neuroscienze e nanotecnologie, significa fertilizzare mutualmente queste discipline su un progetto comune
come puo’ essere quello di un robot umanoide con capacità di
apprendimento. L’idea e’ che mentre le neuroscienze possono servire da
fonte di ispirazione per la robotica allo stesso tempo la robotica
possa fornire delle nuove indicazioni alle
neuroscienze potendo
verificare o confutare i modelli del funzionamento del cervello ad oggi
disponibili. Ovviamente un simile ragionamento si può fare nel caso
delle nanotecnologie.

Con robotcub riproducete un cervello umano di un bimbo di due anni in tutte le sue parti?

In realtà e’ solo il corpo ad avere le dimensioni di un bimbo di 2 anni e mezzo. Il cervello e’ molto più difficile da fare. Alla fine del progetto (se tutto va bene) probabilmente il robot avrà più verosimilmente le capacità di un bimbo di 10 mesi.

Quali potrebbero essere le applicazioni pratiche di questo progetto o dei derivati di esso?

Qualunque. Il robot di per sé sarebbe direttamente utilizzabile come supporto ai disabili, nelle fabbriche, in condizioni pericolose per l’uomo e così via.
Credo che le applicazioni siano solo limitate dalla fantasia. Ma la
vera tecnologia rivoluzionaria sarebbe quella dell’intelligenza (e
dell’apprendimento
di questa). Gli algoritmi e/o i meccanismi che consentissero di
raggiungere questo traguardo potrebbero essere riutilizzati ovunque:
automazione industriale, trasporti, spazio, controllo di sistemi
complessi, ecc.

Le sembianze umanoidi sono un vezzo estetico o sono funzionali al robot?

Sono
funzionali. In breve, le neuroscienze ci fanno vedere quanto il
controllo del movimento possa plasmare le nostre capacità cognitive e
percettive. Non esiste cognizione senza un corpo (almeno per i sistemi che conosciamo, quelli naturali/biologici). Senza un corpo e un corpo con
fattezze più o meno umane pensiamo che non sia possibile ottenere un modello significativo del cervello.

Tra il serio e il faceto, fra quanti anni l’uomo si organizzerà in comitati clandestini di lotta contro il potere dei robot?

Probabilmente mai, perché in realtà ci
sarà una transizione che come nella migliore fantascienza vedrà l’uomo
biologico costretto a riconoscere i diritti "umani" dei robot

che forse non saranno più robot in senso stretto. Un’altra citazione
dalla fantascienza: l’uomo in fondo e’ sempre dipeso dalle macchine per
vivere meglio e per supportare una qualità di vita elevata, magari in
futuro dipenderà dalla robotica come oggi dipende dall’auto e dalle
telecomunicazioni.

Qui sotto le ultime foto del progetto I-Cub, appena pubblicate sul sito www.repubblica.it

http://genova.repubblica.it/multimedia/home/1451584